Domenica 9 maggio h 20.30, Sala Ordet
Proiezione speciale Fuori Concorso
My son, my son, what have ye done? di Werner Herzog
(Usa, 2009, col, HD, 91')
Sceneggiatura: Herbert Golder, Werner Herzog
Fotografia: Peter Zeitlinger
Montaggio: Joe Bini, Omar Daher
Musica: Ernst Reijseger
Costumi: James D. Clayton
Intepreti e personaggi: Michael Shannon, Willem Dafoe, Chloë Sevigny, Brad Dourif, Udo Kier, Grace Zabriskie, Irma P. Hall, Michael Peña
Produttore: Eric Bassett
Produzione: Defilm, Industrial Entertainment, Paper Street Films
Brad McCallum, si barrica in casa con i famigliari e, profondamente turbato dal viaggio appena fatto in Sud America e dal ruolo di Oreste che dovrebbe ricoprire nell'Elettra di Sofocle che sta per essere messa in scena , uccide la madre con una spada. Il detective intervenuto sulla scena del crimine intervista i coinvolti e cerca di ricostruire, a spezzoni, quanto può essere accaduto nella mente del giovane. Herzog si ispira alla vera storia di Mark Yavorsky prendendosi ampia libertà.
“My son, my son, what have ye done?” assembla brani di ricostruzione dei retroscena del crimine così come entrano nell'indagine del detective della omicidi Hank Havenhurst e il crudo fatto “di genere” si dilata a favore del complesso ritratto di un uomo e del suo inspiegabile delirio. Come di consueto per il regista non c'è vicinanza né commozione per Brad ma una distanza, come a tenersi lontani dalla follia come zona di pericolo, controllata dalla visualizzazione della distorsione che la realtà subisce attraverso gli occhi del protagonista.
Prodotto da David Lynch.
Werner Herzog
Werner Herzog (Werner H. Stipetich, nato a Monaco di Baviera il 5 settembre 1942) inizia la sua carriera di regista “guerrilla style” a 14 anni quando ruba una macchina da presa 35 mm dalla Munich Film School, realizzando i suoi primi cortometraggi agli inizi degli anni Sessanta.
Spesso identificato e avvicinato agli altri autori del Nuovo Cinema tedesco, Herzog procede con una carriera da indipendente e, pur girando film di grande risonanza e successo come “Nosferatu il vampiro”(1979) o “Fitzcarraldo” (1982) con cui ottiene il premio per la miglior regia al festival di Cannes, coltiva una miriade di progetti che costeggiano il genere del documentario e portano ben chiara l'impronta del regista ideatore come “The Wild Blue Yonder” (2005), “Diamante bianco” (2004), “Grizzly man” (2005), o “Encoutners at the end of the world” (2007) per citare alcuni dei più recenti. In contemporanea si è dedicato alla regia d'opera e alla Werner Herzog's Rogue Film School.
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